mercoledì 27 settembre 2017

LA SCOMODA VERITA' SULL'UNIVERSITA' ITALIANA. BISOGNA ABOLIRE L'ANVUR E FARE INVESTIMENTI NON FALSI "CONCORSI"




Lo scandalo dei concorsi universitari che è arrivato sulle prime pagine di tutti i giornali è il segreto di Pulcinella.

Il giorno prima che i giornali uscissero, ho scritto un post su Facebook in cui mi chiedevo come fosse possibile che su 5000 concorsi per nuovi posti da Ricercatore universitario, vincesse sempre il candidato della sede.

Anni fa avevo scritto a un paio di giornalisti amici per invitarli a verificare se i 5000 posti di ricercatore sarebbero andati, come "sospettavo", tutti al candidato della sede universitaria che bandiva il concorso.

Il problema c'è ed è enorme.

Come si sceglie un professore universitario?

In Italia c'è una folle procedura, affidata a una agenzia chiamata ANVUR, che pretende di fornire "scientificità" mentre produce un meccanismo a dir poco paradossale e funzionale alle peggiori pratiche.

Nelle università americane, sia quelle pubbliche sia quelle private, la selezione del candidato docente avviene attraverso un bando in cui si richiede:

- un CV

- le 3 migliori pubblicazioni

- una dichiarazione sulla propria visione della didattica e della ricerca

- almeno 3 lettere di RACCOMANDAZIONE scritte da altri docenti

Così la Università n.1 al mondo, Harvard, ma anche Stanford, UC Berkeley, UTA Austin, UVA, UCLA, etc.
https://academicpositions.harvard.edu/postings/6296

In Italia, invece, hanno escogitato un meccanismo PERVERSO:

- per scegliere la commissione i professori ordinari devono inviare TUTTE le loro pubblicazioni, nel mio caso 200 tra cui 16 libri
CHI LE LEGGE ????????????????

CHI LE VALUTA??????????????????????

CHI vogliono prendere per i fondelli?

- poi, misteriosamente, la commissione viene scelta: DA CHI ??????????????????

CHI è che fa la valutazione dei commissari che hanno inviato via internet 100 o 200 pubblicazioni?????????????????

- poi i candidati devono inviare TUTTO quello che hanno fatto

- pubblicazioni

- ricerche

- partecipazioni a convegni

etc.

TUTTO

una follia chiaramente basata sul principio che più cose si inviano più facile è creare confusione.
E scegliere secondo liste gestite da chi gestisce, cioé "controlla" i vari raggruppamenti disciplinari.

La maggiora parte dei professori di architettura più importanti nel Novecento ha scritto 1 solo, fondamentale, libro: Camillo Sitte L'ARTE DI COSTRUIRE LE CITTA', Aldo Rossi L'ARCHITETTURA DELLA CITTA', Colin Rowe COLLAGE CITY, Robert Venturi LEARNING FROM LAS VEGAS, Jane Jacobs LIFE AND DEATH OF THE AMERICAN CITIES, etc.

Questi fondamentali pilastri della disciplina architettonica NON potrebbero mai vincere una selezione ANVUR !

E, invece, sono studiati ogni giorno nelle università di tutto il mondo.

Il bello è che, prima di questa folle ANVUR, in Italia, dopo il terremoti di TANGENTOPOLI, era stato istituito un sistema che cercava di avvicinarsi a quello americano.

- i commissari venivano SORTEGGIATI

- i candidati dovevano inviare solo le 10 migliori pubblicazioni

Ovviamente si poteva e si può fare meglio, ma, almeno il meccanismo premiava la QUALITA' e non l'arbitrio delle consorterie che "gestiscono" i SETTORI DISCIPLINARI con metodi che oggi sono su tutti i giornali.

Dato che la "scientificità" non esiste.
Non si può affermare che un professore che fa ricerche sull'Architettura Classica sia superiore o peggiore di uno che fa ricerche sull'Architettura Modernista.
Quello che si può fare è valutare la serietà del suo lavoro all'interno del campo che ha scelto:

- scelta dei 5 commissari attraverso SORTEGGIO davanti a un NOTAIO

- i candidati presentano le 5 migliori pubblicazioni, 1 CV e almeno 3 lettere di RACCOMANDAZIONE scritte da altri docenti insieme alla dichiarazione sulla loro Visione sulla didattica e sulla ricerca

La commissione sceglie una lista di idonei, poi sono le Università a scegliere chi chiamare.

L'università sceglie chi preferisce.

Se sceglie dei mediocri, degli incapaci, peggio per lei.

Non avrà fondi e gli studenti se ne andranno.
E se gli studenti se ne vanno, finiscono i soldi perché i soldi delle università derivano dal finanziamento dello Stato, circa 6,5 miliardi di euro l'anno, e dalle rette universitarie che sono tra i 1000 e i 1500 euro.

E qui si arriva alla SCOMODA VERITA'.

Lo Stato deve premiare le università che hanno studenti e professori famosi e tagliare i fondi a quelle che che perdono studenti e hanno professori mediocri.
Tagliare i fondi radicalmente.

E, parallelamente, quello che occorre fare è avviare una campagna di INVESTIMENTO nell'Università

Assumere migliaia di giovani ricercato e professori per assicurare un futuro all'Università, ai giovani e al Paese tutto.

Come fare?

Anzitutto, tagliare il numero delle Università dalle 79 di oggi ad almeno 46.

46 sono il doppio delle 23 del 1980 quando l'Italia aveva 60 milioni di abitanti, gli stessi di oggi.

Dalla chiusura di 33 università, dal risparmio nel riscaldamento, condizionamento, illuminazione, pulizia, guardiania, raccolta rifiuti, etc. di centinaia di orrendi scatoloni costruiti dal 1980 a oggi secondo logiche spartitorie partitocratiche, si potranno liberare miliardi di euro che potranno essere investiti nell'assunzione di giovani e nell'aumento, sì l'aumento, almeno del 50% degli stipendi dei professori che oggi sono scandalosamente sotto la media europea.

Infine, bisogna fare una scelta radicale: non si possono spendere ogni anno 5 miliardi 5 di euro per accogliere i migranti e 6,5 per tutte le 79 università.

E' ora di smetterla di buttare soldi per l'accoglienza e investire quei soldi per il futuro dei giovani, per l'Università e per la Sanità.

Solo così avremo una Università libera, efficiente, competitiva e, cosa più importante, un futuro.

venerdì 14 luglio 2017

BOLOGNA LA CITTA' CON IL FASCIO LITTORIO PIù GRANDE DEL MONDO



Karl Marx sosteneva che la Storia spesso ripete le Tragedie sotto forma di FARSA.

Il dibattito seguito alla proposta di Legge Fiano sembra confermare il famoso detto marxista.

Tra i casi più eclatanti portati alla ribalta dalla Legge Fiano è quella del più grande FASCIO LITTORIO mai costruito al mondo.

Si trova a Bologna ed è stato costruito da Giuseppe Vaccaro, architetto di regime durante il Ventennio e, poi, convertito alle più sicure idee catto-comuniste dopo il 1945 per conservare incarichi e progetti.

Vaccaro ottenne l'incarico dal potente zio, il famoso Umberto Puppini, preside della Facoltà di Ingegneria -dove Vaccaro si laurea in Architettura nel 1920- e poi sindaco di Bologna e Sottosegretario al Ministero delle Finanze e al Ministero delle Comunicazioni del Governo Mussolini.

Una delle sue opere più famose è, appunto, la nuova Sede della Facoltà di Ingegneria dell'Università di Bologna, completata nel 1934 e reclamata in tutte le riviste del Regime per esprimere in forma costruita il simbolo ufficiale del Partito Nazionale Fascista.

L'edificio è famoso in tutto il mondo perché è costruito come un FASCIO LITTORIO secondo l'interpretazione modernista del regime fascista negli anni 1930.
Il che dice molto della piaggeria del personaggio e dell'assoluto conformismo e sottomissione al potere della città.

Tanti sono stati gli architetti di Regime, tanti hanno preso la tessera del PNF per avere incarichi prestigiosi, ma nessuno ha costruito un edificio enorme come un FASCIO LITTORIO per ingraziarsi il potere e fare atto palese di fedeltà al Fascismo, tante sono le città piene di edifici costruiti dal Fascismo, ma solo Bologna ha un enorme Fascio Littorio sotto forma di edificio pubblico destinato all'educazione dei giovani...

Ospita 10.000 studenti docenti ed è costruito con intonaco biancastro e mattoni rossi a faccia vista a differenze delle costruzioni realizzate dalle amministrazioni a guida PD di Bologna a partire dagli anni 2004, la altrettanto nota BOLOGNA NERA.

Dopo il 25 aprile 1945 ci si poteva aspettare di trovare il Vaccaro tra i 30-50.000 giovani fascisti -o presunti tali- massacrati a guerra finita. Invece, il furbo Vaccaro segue la scia dei tanti VOLTAGABBANA come Pasolini, Lajolo, Scalfari e ottiene incarichi dal Partito Comunista come il quartiere di alloggi di edilizia economico-popolare BARCA a Bologna, piani regolatori, etc.

Addirittura, diventa l'architetto ufficiale del Partito Comunista Italiano e ottiene il prestigioso incarico di progettare il SACRARIO DEI PARTIGIANI in Piazza del Nettuno...nel cuore di Bologna, inaugurato da Saragat nel 1955.

Da architetto di REGIME FASCISTA, ad architetto di REGIME COMUNISTA.

La qualità della sua produzione architettonica scema perché, come sempre eccessivamente zelante verso il Potere, adotta un'architettura di una imbarazzante tristezza e mediocrità per cercare di cancellare la sua famosa adesione al Fascismo monumentale degli anni 30.

La Storia si diverterà domani a trovare un nesso tra il più grande edificio realizzato come Fascio con materiali tradizionali della BOLOGNA ROSSA e i recenti edifici NERI costruiti dalle amministrazioni di Sinistra con pannelli e vetri NERI mai utilizzati nei 2000 anni di Storia della città.

Come sempre l'Architettura rappresenta perfettamente una società.

In questo caso, la sua totale confusione e decadenza

mercoledì 12 luglio 2017

DEMOLIRE LA BOLOGNA NERA: UNA SPERANZA DALLA LEGGE FIANO



Come hanno chiaramente evidenziato i gruppi del Movimento 5 Stelle "Il provvedimento in esame si palesa quale sostanzialmente 'liberticida'".

Non c'è dubbio che in una DEMOCRAZIA matura non si processano le idee, neppure quelle odiose.
In una Democrazia matura si cerca di capire come sia stato possibile che 40 milioni di Italiani siano stati per 20 anni entusiasticamente fascisti, riempendo le piazze di camice nere festanti anche il 10 giugno 1940 quando venne annunciata l'entrata in guerra, e, poi, improvvisamente, i 40 milioni di fascisti che per 20 anni avevano tollerato e supportato un regime dittatoriale siano diventati tutti anti-fascisti.

In una Democrazia matura si cerca di capire come sia stato addirittura possibile che da un'ideologia totalitaria si sia passati a un'altra ideologia totalitaria dato che il 20-30% dei suddetti Italiani, prima Fascisti, siano poi diventati ferventi entusiasti Comunisti.

Succede solo nei regimi Orwelliani stile 1984 che le idee vengano processate.

Tuttavia, anche dalla Legge Fiano qualcosa di buono può arrivare.

Infatti, ben più grave del piccolo stabilimento balneare, esiste un caso emblematico al quale bisogna porre rimedio.

Il caso, tristemente famoso ormai, della BOLOGNA NERA.

Fino all'inizio degli anni 2000 Bologna era stata, per oltre 2000 anni, una bellissima Città ROSSA.

Bologna era sempre stata costruita utilizzando il mattone a faccia vista e l'intonaco rossastro.

Bologna era stata Rossa al tempo dei Romani, era stata Rossa al tempo degli Ostrogoti, era stata Rossa al tempo dei Bizantini, era stata Rossa al tempo dei Longobardi, era stata Rossa al tempo dei Franchi, era stata Rossa al tempo del libero Comune, era stata Rossa nei 500 anni di dominio papale, era stata Rossa addirittura anche durante i 20 anni del regime fascista quando la città venne arricchita dallo splendido complesso sportivo dello Stadio e delle Piscine, tutti splendidi edifici in mattoni rossi.

Neppure il regime fascista aveva osato costruire EDIFICI NERI nella ROSSA BOLOGNA !

Poi, all'inizio degli anni 2000 è successo qualcosa di strano, diciamo d'incredibile in una città "medaglia d'oro per la Resistenza".

Prima il Comune ha deciso di costruire la sua nuova sede municipale alla Bolognina completamente NERA.
Voluta dal sindaco Guazzaloca ma costruita dalle cooperative ROSSE e inaugurata dal sindaco PD.

Poi, addirittura, il Comune ha sviluppato una incredibile politica urbanistica che ha portato alla costruzione di decine di edifici NERI nell'area dell'ex-Mercato Ortofrutticolo e al Navile.

Una cosa davvero incredibile per la quale è difficile trovare una spiegazione.

Un improvviso problema delle capacità visive di sindaco e assessori?

Ma come è possibile che nessuno delle migliaia di amministratori e dipendenti comunali abbia avvertito il Sindaco della colossale sciocchezza che stava facendo?
Costruire una Bologna NERA in una città ROSSA da 2000 anni.

Forse un problema freudiano, forse amministratori ex-iscritti al partito Comunista, consci del fallimento storico del Comunismo e desiderosi di far dimenticare al mondo le loro scelte sbagliate, hanno pensato che la cosa più furba era costruire una città NERA per far dimenticare il loro passato rosso?

Non si sa.

Certo è che la nuova politica ha portato anche una certa "sfiga urbanistica" dato che le principali imprese edilizie e cooperative coinvolte nella costruzione della Bologna NERA sono quasi tutte fallite...

Oggi, grazie alla Legge Fiano esiste una speranza.

Il Ministro Gentiloni la applichi immediatamente al caso di Bologna e proceda alla demolizione della VERGOGNA INTERNAZIONALE di questi orrendi lugubri edifici neri.

Bologna, l'Italia e l'intelligenza architettonica gli saranno eternamente grati.

mercoledì 14 giugno 2017

IL GRATTACIELO, IL TIPO EDILIZIO PIU' STUPIDO, CONTRARIO AL DIRITTO E PERICOLOSO



Quanti altri grattacieli dovranno bruciare, consumando nei loro incendi le vite di tante persone?

Oggi succede a Londra, ma è successo a Madrid, è successo a Seul, è successo a Pechino, è successo a Dubai, succede ovunque.

http://www.repubblica.it/esteri/2017/06/14/news/londra_grattacielo_in_fiamme_decine_di_intrappolati-168046221/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P1-S1.8-T1

I grattacieli sono dei manufatti tipologicamente stupidi.

Hanno una superficie ridotta di pianta e una spropositata superficie finestrata.
Completamente assurda e pericolosa.
Oltre che estremamente costoso da costruire, proprio per la sua eccessiva superficie finestrata e per la complessità dei sistemi di risalita verticale e di condizionamento.

Un divoratore di energia. Ecologicamente non sostenibile.
E responsabile del fallimento di centinaia di società immobiliari che non riescono a vendere abbastanza uffici o appartamenti per sostenere l'enorme investimento.

Ci sono stati i film a segnalare questo pericolo, tra i tanti ricordiamo L'INFERNO DI CRISTALLO.

Ci sono stati i libri. HIGHRISE di Ballard è del 1975 e descrive l'inferno che si può produrre in un grattacielo se, semplicemente, manca la corrente elettrica.
La gente impazzisce.
Non sa come muoversi, gli ascensori sono bloccati, le scale sono troppe per chi abita ai piani alti.
La gente impazzisce e inizia a fare follie: uccide, mangia il proprio cane.

Non solo sono edifici tipologicamente stupidi, perché costano troppo in relazione alla superficie costruita, ma i grattacieli sono anche NEMICI DEL DIRITTO.
Sono edifici vecchi di 2 secoli.
Vennero introdotti in America nella seconda metà dll'Ottocento e, subito, gli Americani capirono che ci sono solo 2 modi per regolamentare la costruzione dei grattacieli:

- o tutti i cittadini possono costruire grattacieli

- oppure nessun cittadino può costruire grattacieli

Così la capitale degli Stati Uniti, Washington DC, è una città senza grattacieli. Come anche quasi tutte le città capitali di Stato: Madison del Wisconsin, Harrisburg della Pennsylvania, Annapolis del Maryland, Olympia dello Stato di Washington, etc.

Una città in cui ci sono pochi grattacieli è una città che mostra, attraverso la CORRUZIONE del proprio skyline, la profonda CORRUZIONE della società.

Perché solo pochi grattacieli?

Perché solo pochi cittadini possono costruire edifici così alti?

Perché non tutti i cittadini possono costruirli?

Ecco, di fronte al disastro di Londra, sarebbe bene che gli amministratori delle città del Vecchio Continente si fermassero a riflettere.
I Grattacieli non sono solo edifici tipologicamente stupidi, spesso orrendi architettonicamente, nemici del DIRITTO.
Sono anche edifici estremamente pericolosi.

STOP.

E' tempo di smettere di costruirli



domenica 2 aprile 2017

ANCHE MIAMI DEMOLISCE IL SUO OBSOLETO PASSANTE DI MEZZO. RIMANE SOLO JURASSIC PARK BOLOGNA A COMBATTERE CONTRO IL MONDO E CONTRO L'INTELLIGENZA



L'annuncio è stato dato venerdì 31 marzo dal Bureau of Transportation.

Anche il Comune di Miami ha deciso di demolire il suo vecchio e obsoleto PASSANTE DI MEZZO, la Interstate I-95 che taglia interamente da Nord a Sud l'intera area urbana della città.

Dopo San Francisco con la demolizione dell'Embarcadero Freeway e della Central Freeway, Boston con la demolizione del Passante della Intestate I-93, Milwaukee con la demolizione della Park east Freeway, e, poi, Oklahoma City, New York, Syracuse, Seattle, Portland, Austin, Dallas, etc. ora anche Miami sceglie di trasformare i vecchi viadotti autostradali in un sistema di boulevards, parchi e quartieri urbani.

Un passo importante verso il Rinascimento Urbano della città definito nell'Agenda 21.

Un passo che tante città nel mondo stanno compiendo.

L'ultima città rimasta a combattere nella giungla una guerra definitivamente perduta rimane, ahinoi, Bologna.



I NUOVI QUARTIERI URBANI ATTORNO AL SISTEMA DI PARCHI E BOULEVARDS CHE SOSTITUISCE IL PASSANTE DI MEZZO DELL'I-95 A MIAMI

lunedì 6 marzo 2017

LA CAPITALE DE LA RENAISSANCE URBAINE: NICE


VELO BLEU SULLA PROMENADE DES ANGLAIS

Poche città sono riuscite a realizzare quello che Nizza ha fatto negli ultimi 10-15 anni.
Un caso formidabile di Rinascimento Urbano che merita di essere studiato e imitato da tutte le città europee.

Il merito va anzitutto al suo dinamico sindaco Christian Estrosi e al deputato Eric Ciotti che si sono battuti per un'operazione di radicale miglioramento del sistema dei trasporti e dell'ambiente urbano.
Il risultato è semplicemente un successo assoluto.

La prima operazione è stata quella che ha visto la realizzazione della linea tramviaria.


Alla Linea 1 che collega il Vieux Nice, Place Massena con i quartieri a Nord, si è aggiunta la linea 2 Est-Ouest che collega, in parte in sotterranea, in parte a cielo aperto, il Vieux Port con l'Aeroport Nice Cote d'Azur.



E, mentre i lavori della Linea 2 si stanno concludendo, è partita anche la Linea 3 destinata a collegare l'Aeroport Nice Cote d'Azur con l'area del nuovo stadio Allianz Riviera.

Si tratta di una serie impressionante di opere pubbliche che permettono di accedere comodamente alle aree più importanti della città, collegano porto e aeroporto, il centro storico con i quartieri degli ampliamenti otto e novecenteschi.

Inoltre, l'operazione di potenziamento del sistema della mobilità si è arricchita della rete di biciclette pubbliche -il sistema VELO BLEU- che permette di spostarsi attraverso la città utilizzando le biciclette comodamente disponibili in più di 400 stazioni sparse su tutto il territorio comunale, e della rete di auto condivise - il sistema Auto Bleue.

Tutto ciò si è accompagnato alla più spettacolare delle operazioni di Renaissance Urbaine: la demolizione del parcheggio multipiano e della gare Routière che costituivano una separazione brutalista tra il Vieux Nice e la serie di quartieri urbani attorno a Place Massena.

IL PARKING PAILLON PRIMA DELLA DEMOLIZIONE

LA DEMOLIZIONE DEL PARKING E DELLA GARE ROUTIERE

Questa spettacolare demolizione, compiuta in pochi mesi, ha permesso la realizzazione a tempo di record della nuova Promenade des Arts, la passeggiata verde che collega la Promenade des Anglais alla Place Garibaldi e consente il collegamento visivo e pedonale tra il centro storico e i nuovi quartieri. Tra l'agosto del 2012 e il settembre 2013 questa radicale trasformazione è stata compiuta mantenendo il programma e i tempi previsti.



I posti auto prima collocati nel parcheggio brutalista multipiano, triste erede del periodo ideologico dell'architettura del XX secolo, sono oggi collocati in una serie di parcheggi interrati che consentono un'ottima accessibilità al Centro Storico, offrendo al cittadino la possibilità di scegliere il mezzo migliore per i suoi spostamenti.
Se il parcheggio di Cours Saleya permette di parcheggiare proprio sotto la piazza dei ristoranti e delle terrazze del Marché aux Fleurs, l'Opérà è stata servita da un nuovo parking di 6 piani interrati realizzato proprio sulla Promenade des Anglais:


Il risultato è una città viva e ricca di spazi pubblici accoglienti come raramente accade in Europa.


Come è stato possibile tutto ciò?
Senz'altro il segreto è una politica urbanistica orientata ai principi della Città Compatta che ha insediato i 365.000 abitanti su meno di 5.000 ettari di superficie urbanizzata. Per renderci conto di cosa significhi, basti pensare che la stessa popolazione è insediata a Bologna su ben 9.000 ettari.
Una minore superficie urbanizzata significa una rete minore di strade e di reti tecnologiche.
E questo garantisce un risparmio di gestione che il Comune può utilizzare per il miglioramento dei servizi urbani.

Meglio visitare Nizza e, soprattutto, cercare d'imitarla.





mercoledì 15 febbraio 2017

L'IMMAGINE DI UN PAESE DEFINITIVAMENTE PERDUTO: LE PALME IN PIAZZA A MILANO



Difficile trovare un'immagine migliore per spiegare quanto un Paese è LOST.

Completamente perduto.

Le palme in piazza del Duomo a Milano.
In Italia.
Cioé nel Paese che ha inventato la PIAZZA ALL'ITALIANA. La piazza famosa nel mondo e copiata, imitata in tutto il mondo. La Piazza rinascimentale circondata da edifici classici porticati con, caratteristica fondamentale, una pavimentazione minerale.

Una piazza salotto, pavimentata con pietra per permettere ai cittadini d'incontrarsi e discutere come si faceva ad Atene nell'AGORA o a Rona nel FORO.

Una piazza pavimentata, quindi ecologica.
Pertché il principio primo dell'ECOLOGIA è quello di NON confondere tra Città e Campagna.
L'Ecologia è rispettare l'EQUILIBRIO tra CITTA' e CAMPAGNA.

La Campagna è la riserva naturale che permette la vita, che alimenta la città, che garantisce ossigeno vitale.

La Città è COMPATTA, limitata, minerale, piena di strade e piazze pavimentate.

Il VERDE è fuori della città.

Così il mondo può svilupparsi in modo organico, sano.

Piantare palme e mettere orti nelle piazze significa snaturare questo principio ecologico, diluire la città, spalmarla sul territorio, favorire le colate di cemento in campagna.

Ecco, le palme in piazza sono, in Italia, l'ennesima stronzata urbanistica.

Il simbolo della confusione che ormai domina nel paese che ha generato la Piazza del Duomo di Pienza, la Piazza del Campidoglio di Roma, la Piazza Maggiore di Bologna, la Piazza San Marco di Venezia, la Piazza San Carlo di Torino, la Piazza del Plebiscito di Napoli e le migliaia di PIAZZE ALL'ITALIANA sparse nel mondo.

Meno palme in piazza, please.

Meno colate di cemento in campagna.

Più Piazze all'Italiana !


PIAZZA DEL CAMPIDOGLIO, Roma


PIENZA: LA CITTA' COMPATTA in equilibrio con la CAMPAGNA

lunedì 6 febbraio 2017

COMPLETARE L'ARENA DI VERONA CON UNA COPERTURA ORGANICA E NON CON I SOLITI PATETICI TENDONI MODERNISTI FIGLI DEL FETICISMO IDEOLOGICO


Ancora una volta i risultati del concorso internazionale organizzato dal Comune di Verona per la copertura dell'Arena dimostrano il patetico livello della cultura architettonica italiana e il disastroso provincialismo degli amministratori pubblici.

L'Arena di Verona è uno dei monumenti romani più famosi al mondo, uno dei meglio conservati e ospita già una stagione di opera famosa in tutti continenti. Oggi sappiamo tutto di come era fatta l'Arena e di come erano fatte tutte le arene romane prima delle invasioni barbariche. quindi, sappiamo perfettamente completarle e ricostruirle in maniera organica. Esattamente come Viollet-le-Duv ha fatto con la Cattedrale gotica di Notre Dame a Parigi o con la Città di Carcassonne. Sappiamo come fare e abbiamo a disposizione tecniche che ci permettono di ricostruire perfettamente l'Arena dotandola di una copertura tipo VELARIUM resistente e perenne.

Perché non lo facciamo? Perché viviamo in un mondo tipicamente Orwelliamo, in cui esistono Soprintendenze che sono state fondate dal Ministro Bottai seguendo lo slogan di Gabriele D'Annunzio che impose la Ricostruzione del Campanile di San Marco a Venezia all'insegna del "DOV'ERA COM'ERA", ma oggi queste Soprintendenze sono piene di architetti che si sono formati secondo le vetero ideologie totalitarie del secolo passato e pensano che l'imperativo categorico sia affermare il Modernismo in architettura.
Cioé imporre la realizzazione di costruzioni aliene all'architettura originale, al suo linguaggio compositivo, ai suoi materiali, alle sue tecniche costruttive.

Imporre bunker nostalgici del Vallo Atlantico o astronavi aliene schiantatesi sulla Terra. Tutto tranne ricostruire organicamente. Tutto tranne completare, riparare, curare in maniera organica. Esattamente come Orwell aveva descritto la società di 1984. Con il Ministero della Verità che produceva Menzogna. Così, invece di completare l'Arena di Verona, ecco apparire patetiche copertura da supermercato di periferia. E la colpa non è solo degli architetti totalitari e delle Soprintendenze Orwelliane, ma anche del provincialismo delle amministrazioni pubbliche italiane piene di sindaci con il complesso d'inferiorità tipico delle società decadenti.

Non sanno riconoscere la ricchezza della grande tradizione classica dell'architettura italiana e riempono le nostre città di oggetti alieni al contesto che ripetono, tragicamente, l'opera dei Vandali e degli altri barbari che hanno devastato le città italiane nel V secolo dC.

martedì 31 gennaio 2017

10 AUTOSTRADE E PASSANTI DI MEZZO SENZA FUTURO: BISOGNA INFORMARE JURASSIC PARK BOLOGNA CHE IL MONDO VA AVANTI


Il mondo va avanti e il processo di trasformazione di autostrade, tangenziali e passanti di mezzo in nuovi ECO-BOULEVARDS procede.

E' un processo che è iniziato all'inizio degli anni 90 del secolo scorso con la demolizione delle autostrade urbane di San Francisco, Seattle, Portland, Boston, Milwaukee, New York e ora continua. Il Congress for the New Urbanism ha appena presentato altre 10 AUSTRADE SENZA FUTURO, https://www.cnu.org/highways-boulevards/freeways-without-futures/2017 Sono: Scajaquada Expressway, Buffalo, New York I-345, Dallas, Texas I-70, Denver, Colorado I-375, Detroit, Michigan I-980, Oakland, California Route 710, Pasadena, California Inner Loop, Rochester, New York I-280 Spur, San Francisco, California I-81, Syracuse, New York Route 29, Trenton, New Jersey

Tutti casi in cui i le comunità locali hanno deciso di eliminare le barriere fisiche che separano i quartieri e optato per uno sviluppo eco-compatibile basato sul riuso delle aree urbanizzate. Sono passati 30 anni dalla demolizione dell'Emarcadero Freeway di San Francisco, 25 anni dalla demolizione del Passante di Mezzo di Boston. Un giorno l'informazione che il mondo sta avanzando verso una rigenerazione urbana che punta a ridurre traffico, inquinamento e separazione tra quartieri arriverà anche a Bologna. Un giorno...

martedì 10 gennaio 2017

DEMOCRATICI ITALIANI CONTRO DEMOCRATICI USA: MENTRE IN AMERICA IL GOVERNO FINANZIA LA DEMOLIZIONE DI AUTOSTRADE URBANE, IN ITALIA SI AMPLIANO CON SURREALI PASSANTI DI MEZZO


Una delle differenze più eclatanti tra il mondo europeo e quello americano è senz'altro la politica del Partito Democratico riguardo alla demolizione delle autostrade e tangenziali urbane.

Mentre in America, il Segretario di Stato Anthony Fox ha lanciato -agosto 2016- il Piano "EVERY PLACE COUNTS" con la finalità di rimuovere le BARRIERE FISICHE che separano i quartieri urbani in tutto il territorio americano, nello stesso momento, di qua dell'Oceano Atlantico, il Ministro dei Trasporti del Governo Italiano, Graziano Delrio, ha approvato il piano del Comune di Bologna per ampliare i 14 km di autostrada e tangenziale che formano il cosiddetto PASSANTE DI MEZZO.
Una differenza incredibile.

Come se, nell'era di internet e dell'accesso all'informazione, il mondo politico italiano non fosse più in grado di comunicare. Ricapitoliamo i fatti. Il Partito Democratico italiano nasce ispirandosi a quello americano adottandone addirittura il nome. Prima si chiamava Partito Comunista, poi PDS, poi DS, infine la scelta è stata fatta per l'adozione del modello americano. Ora, la cosa decisamente interessante dal punto di vista storico è la contrapposizione totale tra la politica urbanistica e trasportistica del governo italiano a guida PD, Partito Democratico, e la politica urbanistica e trasportistica dell'originale: il Partito Democratico a stelle e strisce.

Da una parte dell'Atlantico il Partito Democratico avvia un piano di RINASCIMENTO URBANO per l'eliminazione delle barriere fisiche tra i quartieri separati da PASSANTI DI MEZZO, dall'altro lato dell'Atlantico, il Partito Democratico italiano, sia localmente, a Bologna, sia a livello nazionale a Roma, promuove l'ampliamento dei PASSANTI DI MEZZO.

Un vero e proprio OCEANO culturale. In America si demoliscono autostrade e tangenziali urbane, in Italia si ampliano. Così, mentre in America sono stati demoliti i Passanti di Mezzo di San Francisco - Embarcadero Freeway e Central Highway- Boston -Big Dig-, Milwaukee -Park East Freeway- Oklahoma City, Seattle, Portland, Syracuse, New York, New Orleans, etc., in Italia si avvia il progetto definitivo per l'ampliamento dell'anello della Tangenziale di Bologna. Come direbbero gli Americani...amazing
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