lunedì 26 gennaio 2026

IL RINASCIMENTO PARTE DALLA DEMOLIZIONE DELLE PERIFERIE BRUTALISTE

Negli anni 1960-1970 del secolo pazzato, le città italiane vennero devastate da una serie impressionante di periferie brutaliste.

Prendendo come modello le periferie Sovietiche, i comuni italiani, retti da giunte "rosse" guidate dal Partito Comunista, si lanciarono in un folle programma di scatoloni cementizi dove l'uomo era ridotto a un numero, come nei lager.

Prima il Pilastro a Bologna, poi il Gallaratese a Milano, le Lavatrici a Genova, il Corviale, il Laurentino e Tor Bella Monaca a Roma, le Vele a Napoli Scampia, lo ZEN a Palermo.

Ogni città è stata colpita.

Oggi, nel 2026, è tempo di demolire questi orrendi scatoloni e dare ai cittadini delle epriferie la possibilità di vivere in nuove CITTA' GIARDINO.

Ne bbiamo parlato ad Atreju a Roma e ora è arrivato il tempo dei progetti, delle demolizioni, delle nuove realizzazioni ispirate ai concetti di CITTA' SANA.
E la prima città in Italia può essere Ferrara con la demolizione dei suoi due grattacieli, due mostri di cemento che deturpano il meraviglioso carattere della prima grande città Rinascimentale in Europa.

Come si fa da aoltre 20 anni in tutta Europa.
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