giovedì 27 agosto 2026

LA GRANDE FUGA DALLE CITTA' OSTILI

Il Corriere della Sera gli ha dedicato un articolo il 26 agosto 2026.

Milano ha perso più di 22.000 abitanti.

Tutte le grandi città italiane hanno perso abitanti, i cittadini stanno lasciando le grandi città.

In realtà, come ha spiegato la professoressa Chiara Alvisi dell'Università di Bologna in una serie di articoli, i cittadini stanno abbandonando le città OSTILI.

Sì, le città sono diventate oggi OSTILI.

E questo è il contrario della natura di una Città Tradizionale.

La città nasce come luogo di Libertà.

Nel Medioevo era famoso il detto "l'aria della Città rende Liberi", ma la prima Libertà è la Libertà di muoversi e, come spiega perfettamente Chiara Alvisi, docente di Diritto a Unibo, oggi ai cittadini viene limitato proprio questo diritto fondamentale. I cittadini non sono più liberi di muoversi in auto, non possono più parcheggiare la loro automobile nel Centro Storico. E questo succede per un malinteso principio ambientalista tanto falso quanto opprimente.

Ovviamente il principio di limitare l'uso dell'auto in centro per ridurre l'inquinamento è falso e ridicolo dato che, mentre si limita la libertà di muoversi in centro, si costruiscono autostrade in periferia che conducono a immensi parcheggi negli enormi scatoloni dei Centri Commerciali.

Nel Centro Storico di Bologna, per esempio, entrano ed escono ogni giorno 26.000 auto, 14.000 ibride o elettriche, 12.000 convenzionali. Negli enormi parcheggi degli enormi ipermercati periferici di Bologna entrano ed escono ogni giorno più di 350.000 auto.
Quindi non si tratta di sensibilità ambientale.

Anzi.

Sembra quasi che la politica sia fatta per spingere gli abitanti del Centro Storico ad andarsene e acquistare un nuovo appartamento negli scatoloni brutalisti della periferia.

E questa è la seconda grande ragione dell'esodo dalle città.

I cittadini non vogliono più vivere dentro scatoloni di cemento.

La gente vuole vinere oggi in Città Giardino.

Vuole abitare case con giardino, vuole una ventilazione trasversale naturale, vuole poter stare liberamente all'aria aperta e vuole andare a fare la spesa a piedi.

Le città dalle quali la gente sta scappando vanno rigenerate radicalmente.
Oppure la grande fuga continuerà sempre più

sabato 30 maggio 2026

LA RIGENERAZIONE URBANA SIGNIFICA DEMOLIRE PERIFERIE BRUTALISTE E COSTRUIRE CITTA' ITALIANE


Rigenerare significa ridare vita a un organismo malato, ferito, debilitato


E i medici quando si occupano di un paziente, per prima cosa prendono informazioni sul suo stato ottimale in modo da sapere come riportarlo a una condizione di perfetta salute


La stessa cosa accade per la città


La prima cosa che dobbiamo fare è comprendere qual'è la natura della città, quali sono le caratteristiche della città in condizione sana, come è fatta nella sua forma ottimale


E la città italiana è oggi molto malata ma ha una natura inconfondibile


La città italiana è la Cittè Romana e la Città Rinascimentale

Un prodotto inconfondibile, riconosciuto in tutto il mondo


Quindi, quando interveniamo per rigenerare parti della città italiana dobbiamo sempre ricordarci COME E' FATTA la CITTA' ITALIANA

La Città Italiana è fatta di un tessuto razionale con al centro, sempre, una Piazza che è il cuore del reticolo e della vita sociale, culturale e politica della città


Dobbiamo ricordarci che veniamo dalla Scuola di Atene, dobbiamo sempre avere presente che siamo figli del Rinascimento e figli di Roma

Dopo, è semplice


lunedì 26 gennaio 2026

IL RINASCIMENTO PARTE DALLA DEMOLIZIONE DELLE PERIFERIE BRUTALISTE

Negli anni 1960-1970 del secolo pazzato, le città italiane vennero devastate da una serie impressionante di periferie brutaliste.

Prendendo come modello le periferie Sovietiche, i comuni italiani, retti da giunte "rosse" guidate dal Partito Comunista, si lanciarono in un folle programma di scatoloni cementizi dove l'uomo era ridotto a un numero, come nei lager.

Prima il Pilastro a Bologna, poi il Gallaratese a Milano, le Lavatrici a Genova, il Corviale, il Laurentino e Tor Bella Monaca a Roma, le Vele a Napoli Scampia, lo ZEN a Palermo.

Ogni città è stata colpita.

Oggi, nel 2026, è tempo di demolire questi orrendi scatoloni e dare ai cittadini delle epriferie la possibilità di vivere in nuove CITTA' GIARDINO.

Ne bbiamo parlato ad Atreju a Roma e ora è arrivato il tempo dei progetti, delle demolizioni, delle nuove realizzazioni ispirate ai concetti di CITTA' SANA.
E la prima città in Italia può essere Ferrara con la demolizione dei suoi due grattacieli, due mostri di cemento che deturpano il meraviglioso carattere della prima grande città Rinascimentale in Europa.

Come si fa da aoltre 20 anni in tutta Europa.
Creative Commons License
avoe-21arrondissement by Gabriele Tagliaventi is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License.
Based on a work at www.avoe.org.
Permissions beyond the scope of this license may be available at http://www.avoe.org.